Una leggenda sull'ulivo risale alle origini stesse dell'umanità: Adamo, che si era macchiato del peccato originale, manda il figlio Seth a chiedere all'Angelo il castigo della morte e l'olio di misericordia. L'Angelo consegna a Seth tre semi che egli dovrà mettere fra le labbra del padre dopo la sua morte.
Dalle spoglie di Adamo, sepolto sulle pendici del monte Tabor, germogliano un cedro, un cipresso ed un ulivo: quest'ultimo, come simbolo di purezza illuminante, di motivazione profonda dell'unzione rituale e del Crisma.
Tenuta Zicari, insediata in una delle più felici aree della Puglia a spiccata vocazione olivicola e vitivinicola, ha messo a punto un intenso e razionale piano colturale che ne fa oggi una delle più avanzate espressioni dell'agricoltura pugliese, che le ha fruttato la Gran Medaglia di Cangrande al Vinitaly 2004.

 

Il complesso architettonico della Tenuta Zicari, che conserva un'antico frantoio del '700, è costituito da un'antica masseria fortificata denominata "Canonico" in posizione dominante su una vasta proprietà di ulivi anche secolari e boschi. Le cultivar di ulivi prevalentemente utilizzate sono le tipiche pugliesi, vale a dire ogliarola, cellina, coratina, massafrese, frantoio, nociara e cima di melfi, coltivate con metodi innovativi ma sempre nel pieno rispetto delle tradizioni.
Quanto all'olio, ottenuto da prima spremitura a freddo di olive raccolte rigorosamente a mano, racchiude l'eredità dell'esperienza olivicola millenaria di Greci e Romani; il risultato è un prodotto autenticamente extravergine con una specifica ed orgogliosa identità locale.