SCHEDA TECNICA


Vitigno: PRIMITIVO DI MANDURIA D.O.C. Gr. 14,5° Vol.
Composizione uve: PRIMITIVO 100%
Zona di produzione: Cimino - Taranto
Sistema di allevamento: Spalliera a cordone speronato
Numero di ceppi per ettaro: da 3.000 a 4.000
Terreno: medio impasto argilloso
Resa di uva per ettaro: da 8.000 a 9.000 Kg.
Vinificazione: Le uve, pigiate e diraspate, vengono poste nelle vasche di macerazione per la fermentazione alcolica (24-27°). La macerazione prosegue poi per un periodo complessivo di circa 12-15 giorni, durante i quali vengono alternate pratiche di rimontaggio, follature e delestage. Alla svinatura il vino viene posto in vasche di acciaio a temperatura controllata (17-19°) dove effettua la fermentazione malo lattica.
Vendemmia: rigorosamente a mano, in cassetta, nella prima/seconda settimana di Ottobre
Temperatura di servizio: 16°-18° C

ANALISI SENSORIALE

  • Colore: Rosso Rubino brillante.
  • Olfatto: Fine, complesso ed elegante con sensazioni olfattive varietali molto pronunciate di frutta rossa e sentore tipico del grappolo in fioritura, fiori di campo e leggera nota speziata.
  • Gusto: Secco, fruttato, molto morbido nei tannini ed armonico di buona struttura con piacevole e lungo retrogusto.

ORIGINE DEL NOME
Il nome di questo vino vuole essere un inno al popolo di Puglia, un popolo che ha origini nobili ed antiche, un popolo che viene da lontano e che nei secoli ha portato cultura e bellezza in tutto il mondo. Le tradizioni e la storia di questo popolo annoverano anche la cultura della vite e del vino, il Primitivo è la sua maggiore espressione.
Ai tempi dei Greci esisteva una festa durante la quale
una coppa dopo l’altra, alle divinità si dedicava.
La prima coppa a Bacco si consacrava,
sotto il nome di Buon Genio,
La seconda per Giove Salvatore,
era il vino diluito con acqua
La terza, la coppa della salute,
si beveva dopo aver lavato le mani.
La quarta era la coppa di Mercurio,
protettore della notte,
colui che il sonno tranquillo concede
e i sogni piacevoli regala
Gli antichi bevevano “da una moltitudine di pietre preziose”
inventando “un mosaico di smeraldi sui loro calici”
e si inebriavano dei profumi del vino nei calici stretti tra le mani.
“...e io a te questa coppa di amicizia dedico
e ti chiedo beviamo, ora per conto proprio, ora insieme” ( ATENEO ,XI, 14)